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| Fiordizucca



E così capita di avere una busta di riso soffiato in casa e dover decidere se organizzare un altro quiz per farla fuori o se è più semplice inventarsi qualcosa. Così nascono questi biscottoni, morbidi, ma che dico morbidi, morbidissimi, leggeri, saporiti, croccanti e soprattutto veloci da preparare. Alcune gocce di cioccolato qua e là sono una ottima opzione. Buon fine settimana e mese a tutti.
Ingredienti
  • 125gr di burro
  • 80gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 120gr di farina
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 40gr di riso soffiato
Sbattete il burro fuso con lo zucchero fino a formare un composto morbido. Aggiungete l'uovo e continuate a sbattere con la frusta, poi la farina ed il lievito. Incorporate il riso soffiato con un cucchiaio, mescolate bene poi formate dei biscotti con due cucchiai ed adagiateli su una teglia da forno coperta di carta da cucina o leggermente imburrata. Infornate a 180 C per 12 minuti.

Sognando: sognare di soffiare sul fuoco indica entusiasmo momentaneo.

Un giorno ho visto un bambino che veniva verso di me reggendo una torcia accesa. "Dove hai preso la luce?" gli chiesi. Lui subito la spense con un soffio e mi disse: "Hasan, dimmi dov'è andata, ed io ti dirò dove l'ho presa". (F. Kafka)

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English please: Rice bubble biscuits



Ingredients
  • 125gr butter
  • 80gr sugar
  • 1 egg
  • 120gr flour
  • 2 tsp baking powder
  • 40gr rice bubbles
Beat butter and sugar together, then add the egg and keep beating adding flour and baking powder until you get a soft mixture. Incorporate the rice bubbles with a spoon, form the biscuits with 2 spoons and lay them on a oven tin previously covered with kitchen paper or lightly greased with butter. Bake at 180 C for about 12 minutes.
| Fiordizucca



Lo so cosa state pensando: "Dopo la sagra del cocco, inizia quella dei riso soffiato". E in un certo senso è anche vero, soprattutto se poi mi ostino a realizzare ricette in cui il riso soffiato non è l'ingrediente principale. Nel caso specifico ne è servito giusto qualche cucchiaio, non sufficiente per fare fuori tutto quello che mi è ancora rimasto: mezza busta ancora!



L'idea primordiale era quella di realizzare normali barrette di riso soffiato, ma il cioccolato che avevo non era abbastanza per ricoprire strato sottostante e soprastante e l'idea in sé non era un granché originale, così ho pensato a qualcosa di più piccolo e anche di più grazioso. Mi è capitato sottomano lo stampo per muffin mini e non ho potuto, né voluto resistere alla tentazione. Tenete a mente questa ricetta dopo le festività pasquali in cui il cioccolato impazza, con quello che avanza si possono realizzare dolcetti di questo tipo, che poi riposti in freezer non necessitano di essere consumati nell'immediato. Semplici da realizzare e davvero gustosi, ottimo il croccante del riso soffiato e l'accostamento delle nocciole con il cioccolato fondente vince sempre.

Ingredienti per 12 cioccolatini
  • 200gr di cioccolato fondente 70%
  • 40gr di burro
  • 12 nocciole per guarnire
  • 12 nocciole tritate
  • 12 cucchiaini rasi di riso soffiato
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria amalgamandolo con il burro. Tenetene un paio di quadretti da parte per la decorazione finale. Imburrate leggermente lo stampo e riempite il fondo con un sottile strato di nocciole tritate. Versate un po' di cioccolato dentro ogni stampino, lasciate raffreddare qualche minuto poi distribuite un po' di riso soffiato in ognuno schiacciando un po' con un cucchiaino. Coprite con il restante cioccolato fuso, smuovete un po' lo stampo per fare uscire l'aria in eccesso e riponete in freezer per circa 1 ora. Quando i cioccolatini saranno ben freddi, capovolgete lo stampo e con un colpo secco estraeteli. Sciogliete il restante cioccolato ed aiutandovi con un cucchiaino bagnate la nocciola e posatela su ogni cioccolatino. Riponete in freezer estraendoli qualche minuto prima di servire.

Sognando: sognare di mangiare cioccolato indica prudenza con il denaro; sognare di offrire cioccolato indica gelosia in amore; sognare di comprare cioccolato indica complicazioni momentanee; sognare cioccolato al liquore indica soddisfazioni e gioie passeggere; sognare cioccolato fondente indica giudizi frettolosi.

Pagate alla gente noccioline e avrete scimmie a lavorare. (Bette Davis)

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English please: Rice bubble and hazelnuts chocolates



Ingredients for 12 chocolates
  • 200gr dark chocolate 70%
  • 40gr butter
  • 12 hazelnut to garnish
  • 12 ground hazelnut
  • 12 tsp rice bubbles
Melt the chocolate and butter at baine marie. Keep a couple of squares aside which you will use for the decoration. Lightly butter the mould you will use and fill each one with a thin layer of ground hazelnut. Put 1 tsp of melted chocolate in each one, let it set for a few minutes then fill with rice bubbles, pressing a little with a teaspoon. Cover each one with the remaining chocolate, give it a shake to remove the air in excess and put in the freezer for about 1 hour. When the chocolates are almost frozen, remove from the freezer and with a firm hit remove them from the mold. Melt the remaining chocolate and with the help of a teaspoon dip the hazelnut and decorate each chocolate. Put them back in the freezer and take out a few minutes before serving.
| Fiordizucca



Mentre io non ci pensavo quasi più a preparare dolci questa settimana, mia madre, che è venuta a farmi visita per aiutarmi ad impacchettare, ha voluto assolutamente prepararne uno, la cui ricetta le è stata data da una delle sue tante cugine, mi pare sarda. Nonostante i pochi attrezzi da cucina rimasti fuori dai pacchetti (mia madre mi ha smontato persino il letto, sono costretta a dormire su una brandina e manca 1 settimana alla partenza!!) siamo riusciti a recuperare tutto quello che serviva, tranne i piatti fashion che sono già sepolti chissà dove. Ahhhhh!

- Come si chiama questo dolce?
- Mousse al cioccolato - dice mio padre.
- Ma che mousse, papà! La mousse è un'altra roba, non si cuoce in forno!
- Soufflé di cioccolato allora!
- Ma perché, si gonfia?
- Budino! - dice mia madre.
- Budino o creme caramel?
- Beh scrivi quello che vuoi, tanto è uguale.

Mica tanto uguale, poi tutti mi chiederanno che accidenti è questa roba e sicuramente avrà un nome specifico ed io farò la figura dell'ignorante. Allora mi sono messa a cercare in rete: "budino al cioccolato e amaretti" ed è venuto fuori che in realtà è un dolce tipico piemontese (incredibile io non l'ho mai incrociato né assaggiato in 7 anni di vita torinese ne, ma dove vivevo, nelle caverne?!) e che si chiama Bunèt.



Che sia o meno questa la ricetta fedele all'originale non mi è dato saperlo, ho visto che ci sono più versioni in giro, ma quello che so per certo è che le dosi di mia madre sono per un battaglione di 12+ persone e noi siamo solo in 3, ma tanto... "E' così buono che te ne mangi almeno due coppette a testa", ha detto lei. E in effetti ci siamo spazzolati una coppetta a testa più un bis. Dodici sono le formine che abbiamo usato, più uno stampo da plum cake, che è anche molto bello da vedersi e da decorare. Mia mamma è stata contenta di poter finalmente contribuire con un dolce e di vederne la foto in copertina, anche perché di solito a lei vengono meglio i salati mentre la zia Cenzina, sua sorella, ha sempre avuto il primato per i dolci. Ma questa volta, è stato un vero successo, da leccarsi i baffi!
Ingredienti per 12 formine + 1 stampo per plum cake
  • 1 litro di latte intero tipiedo
  • 200gr di amaretti + qualcuno per decorare
  • 75gr di cacao amaro in polvere
  • 5 uova intere
  • 4 cucchiai di caffè
  • 2 cucchiai di liquore marsala, rum o maraschino
  • 250gr di zucchero per il caramello
Mettete le uova in una terrina capiente e sbattetele leggermente con una frusta, senza montarle. Aggiungete il cacao, il caffè, il liquore ed il latte che avrete intiepidito. Tritate gli amaretti grossolanamente, con le mani ed aggiungeteli a questo composto, mescolate e mettete da parte. Preparate il caramello facendo sciogliere lo zucchero in un pentolino fino a che non si sarà sciolto completamente ed avrete ottenuto un liquido dorato. Versate un po' di caramello in ogni stampo che userete, lasciate raffreddare qualche minuto poi riempite gli stampini. Infornate a bagno maria a 170 C per circa 45 minuti. Rimuovete dal forno, fate raffreddare completamente per un ora poi mettete a riposare in frigo per una notte intera. Rovesciate nel piatto di portata, aiutandovi con un coltello con il quale farete uscire un po' di aria dai bordi. Decorate con dei piccoli amaretti.

Sognando: sognare di vedere la propria madre indica buoni auspici; sognare di parlarle indica sicurezza e protezione; sognare di vederla piangere indica preoccupazioni.

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English please: Chocolate and amaretti pudding



Ingredients for 12 ramekins + 1 plum cake pan
  • 1lt warm milk
  • 200gr ground amaretti biscuits + some to decorate
  • 75gr cocoa powder (sugar free)
  • 5 eggs
  • 4 Tbsp coffee
  • 2 Tbsp liqueur marsala, rum or maraschino
  • 250gr sugar for the caramel
Gently whisk eggs, then add cocoa powder, coffee, liqueur and warm milk. Chop the biscuits with your hands and add them to the mixture. Prepare the caramel by
heating the sugar into a pan and keep mixing with a spoon. Cook until golden then put 1 Tbsp onto each ramekins or any other pan you are using and set aside. Do this very quickly as the caramel tends to solidify fast. Fill each with the mixture prepared ahead and bake at 170 C for about 45 minutes. Remove from the oven and let it cool completely for about 1 hour, then store overnight in the fridge. To serve, run a knife around the edges of the ramekins and turn upside down quickly on the serving plate. Decorate with amaretti biscuits and serve.
| Fiordizucca



Ci sono cose che come le fa la mamma non le fa nessuno. Una di queste è proprio la pasta al forno, uno di quei piatti che io ho preparato raramente, proprio perché ineguagliabile al suo. Il sapore della passata fatta in casa, il basilico, le mini polpette, la scamorza al posto della mozzarella (che fa meno acqua e come fila appena sfornata!), il prosciutto cotto saporito o la mortadella da leccarsi i baffi. Entrando nella mia ultima settimana italiana, non potevo non farmi mancare il sapore di un piatto che a casa mia per tradizione è sempre stato domenicale: il piatto della festa, anche quando festa non è. Le dosi sono sempre per un battaglione di tot persone, ma questa volta sono giustificate dal fatto che il giorno dopo la pasta al forno è sempre migliore del giorno prima e si mangia ancora più volentieri. Quindi che siate in due, tre o quattro, vi assicuro che non avanzerà. Provare per credere.

Non so se jazz e pasta al forno hanno un nesso, ma sicuro è che entrambe possono essere leggeri e pesanti a seconda di chi li prepara.
E' uscito la scorsa settimana "Lights in the dark" dei Jazzhat Trio (Antonio Fresa, Giacomo Pedicini, Nicola de Luca) prodotto da Microcosmodischi. L'album contiene 5 brani inediti e 6 (da Cole Porter a Larry Morey) riarrangiati in maniera splendida. Sono molto lieta di esserne partecipe con la foto di copertina, "Tutta la luce che ho" che ne fa da cornice. Ascoltate un estratto di queste 11 perle qui e giudicate voi.

Ingredienti per 4/6 persone
  • 300gr di carne macinata di manzo
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di formaggio
  • 3 cucchiai di pane grattato
  • prezzemolo
  • pepe e sale q.b.
  • 1 cipolla piccola
  • 1.5lt di passata di pomodoro
  • 100gr di prosciutto cotto (o mortadella)
  • 1 scamorza
  • 500gr di pasta tipo rigatoni, ziti, mezzi ziti
Preparate le polpettine impastando la carne con l'uovo, il formaggio, il pane grattato, il prezzemolo, pepe e sale quanto basta. Formatene di piccole e soffriggetele appena in una padella dove avrete fatto rosolare un po' di olio e cipolla. Le polpette non devono friggere, ma appena soffritte. Versate quindi la passata di pomodoro e fate cuocere il sugo per circa mezz'ora. Cuocete la pasta in acqua salata e scolatela molto al dente. Conditela tutta insieme al sugo, il prosciutto cotto e la scamorza tagliata a fettine. Infine versate l'ultimo strato di sugo ed una manciata di formaggio grattugiato. Infornate a 150 C per 30/45 minuti fino a quando la parte superiore non si sarà rosolata e il sugo rappreso.

Sognando: sognare un forno acceso indica serena agiatezza; sognare un forno chiuso indica qualche aspro litigio; sognare di aprire un forno indica attività intensa.

La statistica è quella scienza che dice che se hai la testa nel congelatore e i piedi nel forno, mediamente stai bene. (Charles Bukowski)

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English please: Pasta al forno



Ingredients for 4/6
  • 300gr mince meat
  • 1 egg
  • 3 Tbsp grated cheese
  • 3 Tbsp fine bread crumbs
  • parsley
  • pepper and salt
  • 1 small onion
  • 1.5lt tomato sauce
  • 100gr prosciutto cotto (or mortadella)
  • 1 scamorza
  • 500gr pasta (rigatoni, ziti, mezzi ziti)
Prepare the mini meat balls by mixing meat, egg, grated cheese, bread crumb, parsley, pepper and salt. Shape small meat balls and lightly fry them into a pan with a bit of olive oil and a chopped onion. Meat balls have to be fry very lightly, not deeply. Pour the tomato sauce and cook for about 30 minutes. Meantime cook the pasta in salty water and drain it at al dente. Mix all together with the sauce, prosciutto cotto and sliced scamorza. Arrange it into a oven tin and cover with the remainin sauce and grated cheese. Bake at 150 C for about 30/45 minuti or until golden on top.
| Fiordizucca



Prima la zia, poi a mamma e ora pure la nonna! Va beh, non mia nonna, ma LA nonna, non so di chi, si è inventata questa torta spettacolare che però ha nuovamente preparato la mia mamma, che quando è nei paraggi ha il monopolio della mia cucina e io mi godo lo spettacolo e il backstage. Così ad occhio io non gli avrei dato molto credito, alla ricetta, invece mi sono dovuta ricredere perché è una della torte più buone che si possano preparare e mangiare. In realtà è talmente semplice che sembra impossibile, ma gli ingredienti freschi, semplici e genuini la rendono unica.



Con questo giro di ricette famigliari, chiudo il mio periodo italiano, 11 mesi e 2 settimane, per inciso. E' trascorso un anno da quel fatidico post in cui con le lacrime agli occhi lasciavo l'Inghilterra, eppure sembra ieri. E' stato bello, finché è durato, che poi è un po' la metafora della vita: godere di quel che si ha, quando lo si ha, finché lo si ha. Ho goduto del cibo, degli ingredienti nostrani a portata di mano, del pesce fresco, del sole, del mare e di questa splendida regione che è l'Abruzzo che mi ha ospitata fino ad oggi.
Ho invece sofferto per la maleducazione, il menefreghismo, l'incompetenza e la prepotenza di certa gente, nonché di tutti quei luoghi comuni tipici italiani che invece tanto leggende non sono (tipo che per far funzionare od ottenere qualcosa devi essere l'amico di un amico in alto, altrimenti non sei nessuno e nessuno ti considera).
Vi presenterò la mia nuova mini-casa quando sarò sbarcata dall'altra parte. Lì per fortuna non mi aspettano pacchetti da spacchettare, ma solo 4 valige da aprire, qualche bicchiere e qualche piatto, un paio di pentole e qualche attrezzo indispensabile per la cucina (tra cui il mio ormai fedelissimo frullatore ad immersione!). "Travel light, don't think twice..."
Ci rivediamo su questi schermi as soon as possible! E per chi non lo avesse ancora capito: per i prossimi sei mesi sarò a Londra! See you then!
Ingredienti per la pasta
  • 300gr di farina
  • 125gr di burro
  • 120gr di zucchero
  • 2 tuorli
  • 1 uovo intero
  • mezza bustina di lievito
  • la scorza di 1 limone grattugiato
  • 2 cucchiai di pinoli
  • zucchero a velo per decorare
Ingredienti per la crema
  • 500ml di latte
  • 2 uova
  • 150gr di zucchero
  • 2 cucchiai di farina
  • vanillina in polvere
  • la scorza grattugiata di 1 limone
Preparate la base della pasta mescolando tutti gli ingredienti come preparereste la base di una crostata e mettetela in frigo per circa mezz'ora. Nel frattempo preparate la crema. Versate il latte in un pentolino, aggiungete la scorza di limone e portare ad ebollizione. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungendo poco per volta la farina e la vanillina. Versate quindi il latte bollente attraverso un colino, un po' per volta e sempre mescolando. Riportate questo composto sul fuoco e portate ad ebollizione fino a che la crema non si sarà rappresa, mescolando sempre perché questo avverrà molto velocemente. Stendete due terzi della pasta in una teglia rotonda ricoperta con carta da forno. Versate la crema pasticcera livellando con una spatola e ricoprite con il restante impasto. Sparpagliate con i pinoli ed infornate a 180 C per 30 minuti. Fate raffreddare bene e spolverate con zucchero a velo prima di servire. Conservate in frigo per circa 3 giorni.

Sognando: sognare di vedere la propria madre indica buoni auspici; sognare di parlarle indica sicurezza e protezione; sognare di vederla piangere indica preoccupazioni.

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque e partire alla conquista del mondo. (Isabelle Eberhardt)

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English please: Nan's Cake



Ingredients for the dough
  • 300gr flour
  • 125gr butter
  • 120gr sugar
  • 2 egg yolks
  • 1 egg
  • 1 Tbsp baking powder
  • rinds of 1 lemon
  • 2 Tbsp pine nuts
  • icing sugar to decorate
Ingredients for the filling cream
  • 500ml milk
  • 2 eggs
  • 150gr sugar
  • 2 Tbsp flour
  • vanilla powder
  • rinds of 1 lemon
Prepare the base like you would prepare a shortcrust pastry then put it into the fridge to rest for about half an hour. In the mean time prepare the cream. Pour milk in a small saucepan, add lemon rinds and bring to a boil. Beat egg yolks with sugar, add flour and vanilla powder. Pour the boiling milk through a sieve into beated eggs. Mix well and put it back on a saucepan. Cook for a few minutes continuing stirring to prevent sticking until it get thicker. Remove from heat and let it cool completely. Roll out two third of the pastry into a round pan. Fill with the cream and cover with the remaining pastry. Finally sprinkle with peanuts and bake at 180 C for about 30 minutes. Let it cool completely before decorating with icing sugar and serve. Store in the fridge up to 3 days.
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Sono passate due settimane e sembra già una vita che sono qui, così come sembra passata una vita dall'ultimo post! A dire il vero tra le meritate vacanze e tra il fatto che qui non si finisce mai di scoprire cose nuove, il tempo sembra essersi ridotto notevolmente.
Sono stata accolta da una gran pioggia il giorno 15 Marzo, tanto violenta che il vento la faceva scorrere orizzontale, piuttosto che verticale. Il giorno dopo, domenica mattina, mi sono ugualmente avventurata per lo shopping essenziale: un telefono, della carta igienica, un po' di pane, qualche lattina di pelati, una bottiglietta d'olio, un po' di sale... e insomma proprio il minimo indispensabile. Sono uscita di casa munita di giacca a vento ed ombrellino multi color, avendo già scordato che qui, in Inghilterra, l'ombrello non si usa, e ci sarà un motivo. Al ritorno dallo shopping avevo tutto ciò che mi serviva, incluso un carrello per la spesa ed un ombrello multi color rotto, ribaltato dal vento più volte e completamente inutile, semmai di impiccio.
Un paio di volte ho pensato: "Ma chi me lo ha fatto fare? Stavo così bene al caldo" seguito da un "Se il rientro è così traumatico a livello climatico, in fondo non può che migliorare".
Sono seguiti giorni di ulteriore vento e pioggia, qualche raggio di sole però si è visto ed è sempre come un miracolo, uno splendido miracolo!
Grazie alle feste pasquali ho potuto godermi qualche giornata di sana vacanza e soprattutto ho cercato di capire dov'ero e come facevo ad arrivare dove. Tutto estremamente semplice, una volta capito da che parte andare. Inutile sottolineare che mi sono persa un paio di volte in maniera strepitosa e soprattutto andando nell'esatta opposta direzione rispetto al luogo che dovevo raggiungere, ovvero casa. In una occasione mi è venuto in soccorso un ragazzo mezzo ubriaco che nonostante il tasso alcolico ha saputo farfugliare indicazioni ben precise, in realtà quella sbronza sembravo io, che, nonostante lui mi abbia ripetuto ben tre volte da che parte andare, sono riuscita nuovamente ad andare nella direzione sbagliata. Ah, Luisa! (n.d.r. il mio navigatore), perché non ti ho portata con me?!
Dopo due settimane sono finalmente capace di uscire di casa e ritornarci, senza ombra di dubbio. La mia nuova dimora è in realtà un capiente studio flat (detto così fa molto fico in realtà è uno spazioso monolocale) nel cuore del distretto di Hackney. Un area molto interessante, popolata di gente di diversa provenienza, ceto e religione, e qualche inglese qua e là.
Ho imparato subito che vivere in una grande metropoli ha i suoi vantaggi. Me ne sono particolarmente accorta quando lo scorso sabato sera in mezz'ora ho raggiunto la Royal Albert All per assistere ad un concerto della Royal Philharmonic Orchestra, oppure quando lunedì pomeriggio ho visitato la Vanity Fair exhibition alla National Portrait Gallery, per non parlare del negozio italiano sotto casa che vende mortadella tagliata fine fine, pasta italiana, ristoranti Thailandesi, Angoliani, Africani, Giapponesi e chi più ne ha più ne metta. Insomma questo è un po' di quello che ho fatto nelle mie prime due settimane di vita londinese: ho goduto di tutta questa vita che durante lo scorso anno mi ero preclusa. Certamente quando ho parlato dell'Italia nell'ultimo post, non volevo dire che l'Italia è brutta o che si vive male, ma semplicemente che a me non piace più per molti aspetti, che è la mia modesta e personale opinione e che vale esattamente 2 pence.



Nella mia nuova casa c'è giusto lo spazio per qualche piatto e pentola, spero di non farmi prendere dalla mania di comprarne più di quelli che mi è concesso, quindi per ora credo che la finta porcellana bianca Argos 12 pezzi 5 sterline, la farà da padrona.
Come in ogni nuova casa che si rispetti, credo che il forno sia la cosa più difficile da azzeccare. Il mio nuovo è elettrico e non ventilato. Complice un lievito tutto italiano ho sfornato queste due teglie di pizza che volendo basterebbero per tutto il condominio, composto in totale da 4 persone. La ricetta è quasi inutile: basta un po' di farina bianca, un po' di semolino (perché quella di grano duro non l'ho ancora trovata), 2 cucchiaini di zucchero, 2 di sale, una bustina del vostro lievito preferito, un po' di pelati tagliati a pezzettini, olio, origano, tonno o acciughe per guarnire. Questo è quello che avevo in casa, questo è quello che ho usato. Direi che il forno funziona alla grande. Ben ritrovati a tutti!

Sognando: sognare una casa piccola indica nuove iniziative; sognare una casa nuova indica inviti piacevoli.

Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile o che non creda bello. (William Morris)



English please: Tomatoes and Tuna Pizza



Ingredients
  • 250gr white flour
  • 250gr semolina flour
  • 1 Tbsp yeast
  • 2 tsp sugar
  • 2 tsp salt
  • 1 can chopped tomatoes
  • oregano
  • olive oil
  • 1 can tuna or a few fillets of anchovies
Prepare the dough by mixing the flour, yeast, sugar and salt all together. Slowly add water and star mixing with your hands. Work it for at least 10 minutes until you get a soft dough. Put it in a big bowl, cover with a damp cloth and put in the oven for 2 hours, previously warmed at 50 C. When the dough has doubles its size, remove it from the oven, lay on the oven tin and garnish with the tomatoes, oregano, drizzle of olive oil, bit of salt and finish off with tuna or anchovies. Bake at 250 C for 20 minutes or less, it depends on your oven.